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Gianmarco è uno di noi. Gianmarco libero subito!

Gianmarco è uno di noi. Gianmarco è uno che si sporca le mani, che vive nel mondo di sotto, che si batte per cambiarlo. Gianmarco è uno che lotta per una Sicilia libera dalle devastazioni, è uno che vuole fermare il MUOS, uno di noi che si oppone alla costruzione dell’inceneritore del Mela, uno che non vuole che la Sicilia diventi il parco giochi della NATO, mentre i siciliani muoiono di tumore e disoccupazione.

Gianmarco libero

Gianmarco è uno che si batte perché tutti possano studiare, uno che vuole che i soldi lo stato li spenda per i privi di mezzi, per dar loro la possibilità di un presente e un futuro diverso.

Gianmarco si batte per i senza casa. Gianmarco è uno che pensa che ci siano troppe case senza gente e troppa gente senza case. Gianmarco è uno che aiuta gli altri a trovare ciò di cui tutti abbiamo bisongo: un rifugio.

Gianmarco si batte contro la violenza ottusa, di chi pesta vigliaccamente e in branco una persona, che quella sera si chiamava Emilio ed era del centro sociale Dorndoni. I neofascisti l’hanno preso è l’hanno mandato in coma. Tanti, come Gianmarco, sono andati a Cremona subito dopo a urlare che Emilio non era solo.

Gianmarco è li dietro le sbarre, dietro le sbarre ci rimangono la libertà di manifestare, la possibilità di costruire un mondo meno malvagio e più accogliente, per tutti. Vogliamo Gianmarco libero, subito. La lotta non si arresta!

Anche noi saremo al corteo per chiedere la sua liberazione immediata il prossimo venerdì 30 alle 10 a Milazzo

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