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Petizione No CSS – Inceneritore del Mela

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Scarica qui la petizione NO CSS-Inceneritore del Mela

Se vuoi dare un contributo concreto alla lotta contro l’inceneritore scarica i moduli della petizione al link in rosso, raccogli le firme. Per la riconsegna dei moduli riempiti scrivi a [email protected]

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Al Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana

Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare della Repubblica Italiana

Al Ministro della salute della Repubblica Italiana

Al Presidente della Regione Siciliana

All’Assessore del territorio e dell’ambiente della Regione Siciliana

All’assessore dell’energia e dei servizi di pubblica utilità della Regione Siciliana

All’Assessore delle attività produttive della Regione Siciliana

Al Sindaco del comune di S.Filippo del Mela (ME)

Illustrissimi,

il comprensorio di Milazzo e della valle del Mela è un territorio nel quale insistono un’ “Area ad elevato rischio di crisi ambientale” individuata dalla Regione Siciliana nel 2002 ed un “Sito di Interesse Nazionale per le bonifiche” individuato dal Ministero dell’Ambiente nel 2006.

Gli elevati livelli di inquinamento industriale cui sono già esposti gli oltre 100 mila abitanti del comprensorio sono stati pertanto riconosciuti dalle istituzioni, ma soprattutto costituiscono un comune sentire della popolazione, specie riguardo alle conseguenze sia sanitarie che economiche (ad esempio il deprezzamento di terreni ed immobili o  la deterrenza allo sviluppo turistico) di tale inquinamento.

Tale criticità è stata peraltro suffragata negli anni da vari studi scientifici:

– Uno studio epidemiologico del 2010 coordinato dal prof. Annibale Biggeri dell’università di Firenze correla il livello di inquinamento dell’aria con disfunzionalità respiratoria e infiammazione bronchiale dei bambini di Milazzo e della Valle del Mela, concludendo che sono necessari interventi di riduzione dell’inquinamento;

– lo studio SENTIERI del 2011, uno studio epidemiologico nazionale sui siti esposti a rischio da inquinamento, condotto e finanziato nell’Ambito del Programma Strategico Ambiente e Salute del Ministero della Salute, riguardo al comprensorio del Mela ha concluso che vi è un eccesso della mortalità perinatale e “che è ragionevole ritenere che vi abbia avuto un ruolo eziologico l’esposizione a impianti chimici e petrolchimici.”

Lo studio Sentieri ha inoltre riscontrato un “aumento di rischio per il tumore della laringe” e che “in tali incrementi, così come nell’aumento della mortalità per i disturbi circolatori dell’encefalo, potrebbe aver avuto un ruolo eziologico l’inquinamento atmosferico”;

– nel 2012 uno studio medico realizzato su 2.500 bambini della zona, condotto da vari autori tra i quali Andrea Baccarelli e Annibale Biggeri, ha evidenziato alterazioni della metilazione del DNA delle cellule della mucosa nasale, legato agli inquinanti della zona. Come afferma Baccarelli nello studio si dimostra che “l’aria inquinata può mettere i geni a soqquadro”;

– nel 2013 un dossier del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’ Università degli Studi di Messina, coordinato dal Prof. Francesco Squadrito, ha evidenziato negli adolescenti della valle del Mela varie anomalie dello sviluppo degli organi genitali e un patologico eccesso nei livelli di metalli pesanti come il cadmio. Il dossier ha ricevuto la certificazione dell’OMS ed i risultati di tale lavoro sono stati pubblicati nel 2014 su prestigiose riviste scientifiche;

– Nel Dossier della Legambiente del 2014 “Bonifiche dei siti inquinati: chimera o realtà?” si evidenzia che “le problematiche ambientali della zona sono legate alle diverse e significative attività industriali presenti, altamente impattanti ed inquinanti: le caratterizzazioni eseguite hanno mostrato una diffusa contaminazione dovuta alla presenza di benzene, toluene, xilene, benzo(a)pirene, policlorobifenili (PBC), tetracloroetilene e metalli pesanti come nichel, cromo, piombo, rame e manganese per quanto riguarda la sola falda”;

L’attuale situazione imporrebbe quindi, oltre alle bonifiche dei siti inquinati, una riduzione delle attività inquinanti, mentre invece l’eventuale conversione, anche parziale, alla combustione di CSS (Combustibile Solido Secondario) della centrale elettrica Edipower di San Filippo del Mela (ME) peggiorerebbe ulteriormente l’impatto ambientale complessivo. Tale peggioramento deriverebbe dai composti generati dalla combustione del CSS edel CSS-combustibile, che sono normalmente assenti nelle emissioni da combustibili fossili: Diossine, furani, PCB, ecc…

Si tratta di composti tossici classificati in Classe 1 e 2, pericolosi per la cumulabilità con accertate proprietà cancerogene e mutagene.

Questi tipi di composti tossici emessi in atmosfera con il particolato ultrasottile (PM 2,5) non sono sufficientemente intercettati dai sistemi di filtrazione e abbattimento sia pur di ultima generazione.

Vari studi dimostrano inoltre un peggioramento nell’emissione di vari metalli pesanti, classificati nel gruppo 1 (cancerogeni umani certi) dalla IARC (International Agency for Research on Cancer) dovuti alla combustione del CSS rispetto ai combustibili fossili.

Il CSS che verrebbe utilizzato nella suddetta centrale elettrica è infatti un combustibile costituito da rifiuti contenente, per sua stessa definizione, metalli pesanti e cloro, quest’ultimo responsabile, tramite la combustione, della formazione di sostanze clorurate altamente nocive come le Diossine.

Sono innumerevoli gli studi scientifici che dimostrano la nocività della combustione dei rifiuti negli impianti di incenerimento, anche qualora dotati delle migliori tecnologie disponibili (cosiddette BAT), sia per i lavoratori che per la popolazione residente nella zona.

Tale nocività si riflette sia nell’incrementata incidenza di malattie neoplastiche (soprattutto tumori polmonari, Linfomi NH e Sarcomi), che non neoplastiche (soprattutto ritardi nello sviluppo sessuale, disturbi dello sviluppo cognitivo in eta pediatrica, patologie cardiorespiratorie, malformazioni congenite, gravidanze pretermine, basso peso alla nascita).

Tali nocività sembrano legate soprattutto all’esposizione a diossine, furani, PCB e metalli pesanti.

Ciò è ampiamente riconosciuto in ambito medico scientifico, tanto che tali argomentazioni sono state incluse in un capitolo del corso di aggiornamento professionale per medici ed odontoiatri per il 2015 denominato “Salute e ambiente: aria, acqua e alimentazione”. Il corso, consultabile sul portale FADinMED.it, è stato realizzato dalla commissione Professione- Ambiente Salute della Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Il suddetto capitolo si intitola “Inquinamento Atmosferico”. Vi vengono riportati vari studi che dimostrano come la nocività per la salute umana persista anche nel caso degli inceneritori di nuova generazione dotati delle migliori tecnologie disponibili (cosiddette BAT).

Per di più vengono citati studi riguardo l’impatto ambientale che si ottiene sostituendo i combustibili fossili con il CSS usato come combustibile: ebbene si conferma che farebbero la loro pericolosa comparsa i già citati composti clorurati estremamente tossici, tipici della combustione dei rifiuti (Diossine, furani, PCB ecc…) e che si assisterebbe ad un drammatico incremento delle emissioni dei metalli pesanti, specie del mercurio.

Per quanto riguarda la Diossina, inoltre, viene citato uno studio che dimostra che sebbene la sua molecola venga scissa ad alte temperature (oltre 850°), essa si possa riaggregare a temperature più basse. Vi è quindi il fondato sospetto che la Diossina che effettivamente verrebbe emessa “sfugga” alle rilevazioni e quindi ai limiti normativi, in quanto si potrebbe riformare anche dopo la fuoriuscita dei fumi dagli impianti di incenerimento.

Secondo noi il diritto alla salute, garantito dalla costituzione, non è da intendersi solo nei termini dell’accesso alle cure, ma anche e soprattutto come prevenzione alle malattie. Tale diritto ha peraltro dei risvolti importanti anche dal punto di vista della spesa sanitaria, che rappresenta indubbiamente uno dei maggiori capitoli di spesa della Regione Sicilia.

Per queste ed altre considerazioni noi cittadini italiani sottoscrittori, liberamente associati nel movimento spontaneo “No CSS – Inceneritore del Mela”, con la presente petizione chiediamo che venga negata dalle istituzioni competenti l’autorizzazione ad ogni ipotesi di conversione della centrale elettrica di S.Filippo del Mela che preveda l’utilizzo del CSS, o comunque l’incenerimento o la termovalorizzazione di rifiuti (e/o la combustione di derivati di quest’ultimi).

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Se vuoi dare un contributo concreto alla lotta contro l’inceneritore scarica i moduli della petizione al link in rosso, raccogli le firme. Per la riconsegna dei moduli riempiti scrivi a [email protected]

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